Il terzo album della band, Fables of the Reconstruction (1985), mostrò un cambio di direzione. Al posto di Dixon e Easter, i R.E.M. scelsero come produttore Joe Boyd , che aveva lavorato con i Fairport Convention e Nick Drake , per registrare l’album in Inghilterra. I membri della band trovarono le sessioni inaspettatamente problematiche, e patirono il freddo e piovoso clima invernale; questa situazione portò la band sull’orlo dello scioglimento. L’atmosfera un po’ cupa e malinconica che pervadeva le sessioni finì per influenzare l’album stesso. Per i suoi testi, Stipe cominciò a creare delle linee narrative alla maniera della mitologia del sud degli Stati Uniti, osservando in una intervista del 1985 di essersi ispirato “all’idea degli anziani seduti intorno al fuoco, tramandando … favole e leggende ai nipotini”. Fables of the Reconstruction divenne l’album più venduto in America della storia della I.R.S. fino a quel momento. Tuttavia, l’album ebbe poco successo in Europa e il responso della critica non unanime, con alcuni critici che trovarono l’album tetro e prodotto in modo mediocre. Come nel caso degli album precedenti, i singoli di Fables of the Reconstruction vennero per lo più ignorati dalle radio di maggior diffusione. Nel frattempo, la I.R.S. stava diventando insoddisfatta dalla difficoltà della band nel raggiungere un vasto successo commerciale.
Il terzo album della band, Fables of the Reconstruction (1985)
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