Dopo il parziale fallimento di Paul’s Boutique i Beastie Boys si

Dopo il parziale fallimento di Paul’s Boutique i Beastie Boys si rimisero subito al lavoro, trasformando il loro loft di L.A. in uno studio di registrazione, fornito all’esterno di una rampa per skateboard e di un campo da pallacanestro , la grande passione dei Beastie. Alla fine del 1989 il gruppo riprese in mano gli strumenti musicali che giacevano in cantina da diverso tempo, per provare di nuovo insieme dopo tanti anni. L’esperimento fu positivo, anche se inizialmente non aveva come obiettivo quello di realizzare nuovi brani, ma di capire se vi fossero nel gruppo le stesse sensazioni positive di un tempo. Intanto i Beastie cominciarono ad ascoltare musica funk degli anni sessanta , dalla quale trassero grande ispirazione per il prosieguo della loro carriera musicale, ispirazione che li convinse che nella formazione corrente mancava qualcosa. Infatti, si sentì la mancanza di suoni che né chitarra né basso potevano fornire: su consiglio di Mario Caldato , il tecnico del suono che aveva organizzato la struttura dell’album precedente, i Beastie Boys contattarono un suo amico d’infanzia, Mark Nishita , di mestiere carpentiere ma tastierista per diletto. Fu Adam Horovitz a conoscere per primo Nishita, quando lo mandò a chiamare per installare a casa sua alcuni mobili e apparecchiature elettroniche; i due cominciarono a discutere di musica, in particolare di jazz e indie rock , generi che li accomunavano, e da lì a un invito in studio il passo fu breve.