Fu proprio Dyke, amico comune di Yauch e Diamond, a fare conoscere loro il tastierista di San Paolo e i Dust Brothers (Easy Mike e Giz), con cui s’instaurò un interessante sodalizio che sfociò nel disco Paul’s Boutique , pubblicato dalla Capitol il 25 luglio 1989 . L’album prese vita in alcuni mesi nell’appartamento di Dyke, adibito temporaneamente a studio di registrazione; in quel periodo, i Beastie Boys affittarono a Los Angeles una casa presso il quartier generale della Grasshopper Unit, mantenendone come nome quello della coppia (“The Grassholf”) che vi aveva abitato in precedenza. Il disco fu molto diverso da quello di due anni prima; in esso si mescolano sonorità funk , soul e rock , con un elevato numero di campionamenti (da Johnny Cash – maestro indiscusso della musica country – ai Beatles , dai Pink Floyd ai Led Zeppelin e a moltissimi altri artisti ancora) e di stili, a sovrapporsi e intercambiarsi di canzone in canzone. In una pubblicazione del 2006 realizzata dal critico musicale Dan LeRoy riguardo al disco (e riaggiornata nel 2014 in occasione dell’anniversario dei 25 anni dall’uscita dell’album con il titolo: For Whom The Cowbell Tolls – 25 Years of Paul’s Boutique ), si stimano all’incirca trecento campionamenti adoperati dalla band e dallo staff di produzione durante le sessioni di registrazione in studio del lavoro. I Beastie Boys hanno sempre dichiarato di avere corrisposto tutti i dovuti indennizzi agli autori originali delle varie opere da cui furono estratti i samples ; a tal proposito Micheal Diamond ha dichiarato anni dopo nell’autobiografia Beastie Boys Book pubblicata nel 2018 che la realizzazione di Paul’s Boutique costò alla band «la perdita di centinaia di migliaia di dollari che furono inizialmente pagati dalla Capitol e che poi i Beastie Boys dovettero restituire alla propria casa discografica tramite prelievo dalle royalties dell’opera loro spettanti». Nel maggio 2012 , a pochi giorni di distanza dalla scomparsa di Adam Yauch, i Trouble Funk , tra le più importanti band della scena go-go funk di Washington , citarono in giudizio i Beastie Boys proprio per questioni relative al copyright perché, a dire dei membri del gruppo, alcuni loro brani, ossia la hit del 1982 Drop The Bomb insieme alle altre loro canzoni Say What e Let’s Get Small sarebbero stati illegalmente campionati in Hold It Now Hit It e The New Style su Licensed To Ill e in Car Thief e Shadrach su Paul’s Boutique. Nel 2015 il giudice titolare del caso ha assolto i Beastie Boys da ogni accusa mossa nei loro confronti. All’epoca dell’uscita di Paul’s Boutique, il pubblico non seppe però apprezzare lo sforzo compositivo dei Beastie Boys, che pagarono probabilmente la scelta di accantonare la loro immagine di machi ; dalle catene, gli anelli voluminosi e i giubbotti di pelle si passò così a camicie hawaiane , occhiali scuri e semplici jeans. Fu così che i membri del gruppo si guadagnarono finalmente il rispetto del mondo discografico statunitense, che qualche tempo prima, riferendosi al loro primo lavoro, li aveva definiti come Tre idioti che hanno realizzato un capolavoro ; ebbene questo antipatico appellativo era stato sì rimosso, ma a spese di fama e successo, che vennero improvvisamente a mancare. L’album, pur vendendo quasi un milione di copie ed entrando nelle classifiche, anche se di soppiatto, con la loro hit Hey Ladies (raggiunse la 36ª posizione nella speciale classifica del “The Billboard Hot 100″ del 1989 e il 10º posto nelle ” R&B charts” dello stesso anno), fu un fallimento commerciale.
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